La Mindfulness per gli sportivi per ridurre lo stress.
Riconnettersi con il respiro e le sensazioni del corpo.
“Non ti consegno strategie, tecniche avanzate, ipnosi o magie, ti invito soltanto ad esserti più vicino.”
– ONLINE e nello Studio di Viareggio –
Il Massaggio Muscolare Profondo, sintesi tra oriente e occidente. Un lavoro completo sul corpo che include totalmente l’aspetto mentale.
– Viareggio, Via Baracca, 116 –
Phone: 3409693779

Niente sport, stress e mindfulness di Alessandro Nardomarino – istruttore di Mindfulness

Non proprio come fosse una condizione carceraria ma senza dubbio con qualche similitudine, chi pratica una disciplina sportiva, a prescindere dall’età e dal livello, si trova a dover rinunciare in questo periodo e chissà ancora per quanto, a praticarla o nel migliore dei casi a limitare di molto le sue normali abitudini sportive.

L’astinenza dall’attività sportiva può causare sintomi fisici coincidenti con le risposte di un forte stress.

Irritabilità, svogliatezza, sbalzi d’umore, mancanza di lucidità, difficoltà nel rilassarsi, a trovare un vero sonno ristoratore, sono solo alcuni.

Il corpo umano, se sano, è progettato per muoversi, per essere impegnato, ognuno con la sua intensità e secondo le proprie caratteristiche, ma una cosa è certa, il corpo non è sedentario di natura.

Esso risponde a regole animali e non si interessa di cosa la mente vuole costringerci e convincerci a fare o non fare.

La sedentarietà su vasta scala, in questa parte di mondo tecnologizzata è cosa recente.

Quando parlo con gli atleti che mi dicono di allenarsi per ben X ore a settimana, ricordo loro che usano l’auto per i loro spostamenti, che comprano il cibo al supermercato, non lo cacciano né lo coltivano, che vivono in case comode e riscaldate… insomma, la tendenza non è quella del cacciatore di millenni fa, né quella di un soldato romano, ma neanche quella dei nostri nonni o bisnonni.

Quindi, già questo corpo lo utilizziamo poco, se poi dobbiamo limitarne ulteriormente l’attività, la faccenda può farsi seria.

D’altra parte, le cose stanno così e preso atto di questo, possiamo allora forse chiederci: “Cosa posso fare in questo periodo?”

La prima, molto banale, è aguzzare l’ingegno e la creatività, poi, io direi ce ne sono molte altre e proverò a scriverne alcune:

  • Escogitate forme alternative di allenamento. Capisco i limiti, ma provate
  • Potenziate e allenate la muscolatura che tendete a non stimolare in tempi normali
  • Yoga, Pilates, allenamento funzionale ma non solo, possono dare qualche input a molti sportivi che tendono a non coinvolgere tutto il corpo nei loro allenamenti
  • Leggete biografie sportive, alcune sono davvero ispiranti
  • Leggete testi tecnici
  • Condividete in diretta online il vostro allenamento casalingo
  • approfondite gli esercizi di coordinazione e quelli di percezione del corpo scoprendo i particolari che di solito tralasciate
  • Quando possibile, lavorate sul particolare e sulla tecnica

Personalmente, con la Mindfulness dedicata allo sport supporto gli atleti a:

  • Portare attenzione dai pensieri alle sensazioni del corpo
  • Utilizzare l’attenzione al respiro
  • Osservare i meccanismi emotivi e mentali
  • Scoprire i nostri punti di stress
  • Scoprire i nostri punti di forza, fisici e mentali
  • Praticare meditazioni dinamiche
  • Trovare un centro neutrale di quiete dinamica

Non scriverò di resilienza perché io per primo non ne posso più di sentirla nominata ovunque, ciò nonostante, è questo il momento per non irrigidirsi mentalmente, provate nuove opportunità nella limitazione.

Per chi fosse interessato questo è il CORSO

Buone giornate atleti!

340 96 93 779 Alessandro (Telefono – Whatsapp – Telegram)

Email: ale.nardomarino@gmail.com

Alessandro Nardomarino è Istruttore di Mindfulness, Operatore Professionale Shiatsu, Insegnante di Postural Pilates, Personal Trainer. Sportivo, runner nuotatore, judoka. Ha creato il Massaggio Muscolare Profondo.

Mindfulness e infortunio

di Alessandro Nardomarino – Istruttore di Mindfulness

Un infortunio per un atleta di qualsiasi età e livello non è mai un gran momento, non solo vengono rinviati e cancellati degli obiettivi ma si deve anche convivere con l’astinenza da movimento.

Entrambe le condizioni possono essere vissute come mancanze davvero molto molto spiacevoli e stressanti.

rimanendo con i piedi per terra e riconoscendo la difficoltà del momento, questa esperienza può diventare comunque preziosa, una occasione per ampliare e approfondire la conoscenza di sé, esplorare nuovi campi di sé e con un po’ di curiosità, indagare proprio il comportamento della mente quando è sottoposta a questo tipo di stress, come mai non ci siamo accorti dell’imminenza dell’infortunio e come si può agire ai momenti difficili come questo ma non solo, oltre agli infortuni sportivi sappiamo bene ci possono essere molte altre situazioni sgradite nella vita.

Un atleta è coraggioso, irrazionale nel suo voler andare oltre dei limiti ma anche costante e consapevole che quei limiti si superano con sacrificio e lavoro programmato.

Non ci serve quindi pensare positivo se al momento questo non è ciò che sta accadendo dentro noi,, si può comunque partire dalla considerazione reale che in questo momento le cose stanno così, che non ci fa piacere ma che possiamo anche fare qualcosa nel frattempo oltre a disperarci.

Finché il cuore batte e il respiro è presente abbiamo sempre la possibilità di fare qualcosa.

Negli anni di lavoro come massaggiatore, insegnante di Postural Pilates e più recentemente come Istruttore di Mindfulness, ma anche come sportivo, ho potuto notare come la stragrande maggioranza degli atleti utilizzi il corpo ma non sia in contatto con il corpo.

Il raggiungimento di un obiettivo, la competizione (che personalmente amo) unite alla grande azione fisiologica antistress che l’attività fisica dà e che crea dipendenza, creano una distanza tra la mente e il corpo.

Spesso viene anche a mancare nel tempo il vero piacere fisico e si cerca di sostituirlo mentalmente con la ricerca di risultati e di riconoscimenti che però mai appagano.

Sia chiaro, una cosa è cercare il miglioramento, tutt’altra perdere contatto con le possibilità del corpo nel momento.

Porto per questo motivo la Mindfuness anche nel mondo dello sport e per la riduzione dello stress da infortunio.

Non esistono trucchetti magici, questo chi pratica sport lo sa bene ma sa anche che, con un po’ di applicazione e costanza si aprono possibilità prima neanche immaginate; lo stesso è con la Mindfulness.

La mindfulness è un processo di consapevolezza attraverso pratiche di meditazione su:

  • respiro

  • corpo

  • sensazioni

  • pensieri

Un approccio scientifico privo di accezioni religiose, semplice, pratico e profondo.

Mindfulness e infortunio

Se vuoi approfondire, ovunque tu sia, ho strutturato un corso in 4 sessioni in diretta online: corso

E contattami direttamente per avere altre informazioni.

Studio: Via F. Baracca, 116 Viareggio

340 96 93 779 Alessandro (Telefono – Whatsapp – Telegram)

Email: ale.nardomarino@gmail.com

Alessandro Nardomarino è Istruttore di Mindfulness, Operatore Professionale Shiatsu, Insegnante di Postural Pilates, Personal Trainer, ha frequentato corsi di Craniosacrale e partecipato a ritiri e gruppi di Tantra, Meditazione (del mondo di Osho soprattutto) e Zen. Sportivo. Ha creato il Massaggio Muscolare Profondo, sintesi tra occidente ed oriente.

Mindfulness vs distrazione

di Alessandro Nardomarino – Istruttore di Mindfulness

Siamo distratti, ma distratti tanto!

Ritmi troppo veloci, uso continuo degli smartphone, la tecnologia non sembra riuscire ad abbassare lo stress di questa parte di mondo.

Ci rifugiamo sempre di più in mondo immaginario ,di pensieri lontani da ciò che sta accadendo nel momento presente e dal suo potenziale.

La distrazione è un meccanismo di sopravvivenza come lo è identificarci con i pensieri, storie passate e sogni futuri, tutto per sfuggire al presente.

La vita scorre, corri amo cercando di risolvere situazioni, ma sembra esserci sempre qualcosa da fare, anzi, più corriamo e più la vita sembra accelerare.

A volte invece è la noia, la stanchezza mentale scaturita dall’immenso sforzo che genera la paura di non farcela.

Ci allontaniamo dal presente e quindi da noi stessi.

Sogniamo un futuro dove poter stare in qualche luogo esotico a goderci la vita, oppure in ritiro spirituale, ma sempre in condizioni tali da non essere disturbati e poterci dedicare a noi stessi.

Al di là di quale possa essere il nostro sogno, non riusciamo a cogliere tutti quegli spazi che accadono quotidianamente, quegli spazi che permetterebbero di ritrovarci, di ricaricarci.

Eppure un modo esiste.

Molte discipline orientali hanno esplorato questo mondo interiore, ognuna con le proprie modalità.

Personalmente, dopo decenni di esperienze in vari mondi della meditazione che vanno dal buddhismo al Tantra, dallo Zen alle meditazioni attive di Osho, passando da esperienze con diversi Maestri , mi sono formato come Istruttore di Mindfulness.

Un metodo di consapevolezza che trae ispirazione da varie discipline orientali ma che non ha connotazioni religiose alcune ed è stato concepito per la donna e l’uomo contemporaneo, sottoposto a stimoli assai diversi da qualsiasi realtà passata e da luoghi che, seppur affascinanti, sono molto lontani dal nostro occidente.

Abbiamo a che fare con stress nuovi o comunque vissuti diversamente dal passato.

Pratico personalmente la Mindfulness per me, esercizi di consapevolezza e tecniche meditative molto pratiche che mi danno la possibilità in ogni momento, di ritornare a me stesso, qui, adesso, tornare a ciò che mi sta davvero accadendo oltre i pensieri ed i giudizi.

Non ci può essere presenza mentre rimuginiamo mentalmente oscillando tra esperienze passate e sogni futuri.

Il presente c’è sempre ma noi dormiamo.

Come sonnambuli, una sorta di pilota automatico governa le nostre azioni e i nostri pensieri.

Diamo talmente per scontato la nostra identificazione con la continua attività mentale che le rare occasioni accidentali che ci portano fuori da questa bolla diventano occasioni eccezionali e straordinarie.

Mindfulness vs distrazione

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Alessandro Nardomarino è Istruttore di Mindfulness, Operatore Professionale Shiatsu, Insegnante di Postural Pilates, Personal Trainer, ha frequentato corsi di Craniosacrale e partecipato a ritiri e gruppi di Tantra, Meditazione (del mondo di Osho soprattutto) e Zen. Sportivo. Ha creato il Massaggio Muscolare Profondo, sintesi tra occidente ed oriente.

 

Mindfulness: facciamo chiarezza

Una pratica di consapevolezza per rimanere presenti momento per momento, qui, adesso.

Cenni sulle origini

La mindfulness trae ispirazione da alcune pratiche di meditazione buddhista (es. vipassana) poi rivedute, prive dell’accezione religiosa, dal biologo Jon Kabat Zin e organizzate in un protocollo utilizzato per ridurre gli effetti mentali negativi molto pesanti sui malati cronici.

Il suo utilizzo in ambito clinico ne fa una delle poche, se non l’unica pratica “mentale” testata nei decenni scientificamente.

Mindfulness che significa?

Mindfulness è la traduzione in inglese della parola Sati, che nella lingua pali (lingua liturgica del Buddhismo), si riferisce all’espressione “attenzione consapevoleo più semplicemente consapevolezza”.

Secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn, Mindfulness significa: “porre attenzione in maniera intenzionale al momento presente, in maniera non giudicante”

Mindfulness e pilota automatico

Nella maggior parte della nostra quotidianità tendiamo ad essere guidati più dal pilota automatico”, seguiamo cioè degli schemi abituali e automatizzati che utilizziamo per fronteggiare la realtà. Attraverso essi, siamo più portati a reagire alle situazioni piuttosto che ad agire.

Tutti abbiamo sperimentato e continuiamo costantemente a sperimentare le reazioni tipiche del pilota automatico, privo di consapevolezza. E’ importante precisare che non necessariamente le reazioni automatiche sono sempre negative, ad esempio, guidare l’auto è un esempio funzionale di attivazione del pilota automatico utile e necessaria, ma quando si innescano meccanismi emotivi, il pilota automatico ci fa perdere il momento e permettiamo a questi meccanismi automatici di prendere possesso della nostra vita; vediamo ma non guardiamo, ascoltiamo ma non siamo attenti,, sopravviviamo ma non viviamo.

Mindfulness, i 7 principi

Come pratica meditativa, la mindfulness si basa su quelli che vengono chiamati i 7 pilastri, un approccio alla mindfulness come alla vita:

  1. Non giudizio: la nostra mente nell’esatto momento in cui produce un pensiero, emette un giudizio basandosi su passate esperienze o condizionamenti. Si passa dal pensare al sentire.

  2. Pazienza: ogni cosa è pronta al momento giusto, un figlio impiega nove mesi per formarsi e nascere, un frutto è pronto nella sua stagione, lo stesso vale per ogni tipo di comprensione.

  3. Mente del principiante: guardare e vivere il mondo con un modo innocente, come i bambini, con un atteggiamento innocente, curioso e di scoperta continua.

  4. Fiducia: pazienza e fiducia sono strettamente connessi. La fiducia non ha bisogno di riscontro, è una qualità del cuore.

  5. Non cercare risultati: strettamente connesso al principio della pazienza. Metto da parte l’idea di raggiungere un risultato e mi rilasso nella pratica, mantenendo l’aspetto dell’esplorazione.

  6. Accettazione: ovvero, vedere le cose così come sono adesso. Nulla a che vedere con la sopportazione o con la rassegnazione, l’accettazione è una qualità attiva.

  7. Lasciare andare: probabilmente il più importante e il meno compreso. La vita scorre, così i momenti, nulla rimane fermo e immobile, lasciar andare è riconoscere questo movimento assecondandolo.

Mindfulness: pratica formale e informale 

Quanti modi esistono per praticare la mindfulness?

Esistono due modalità principali di praticare la mindfulness e allenarci ad essere presente nel qui e ora:

  1. Pratica formale: consiste nel praticare una delle meditazioni di Mindfulness in maniera strutturata, dai 15 ai 25 minuti al giorno, ogni giorno.
  2. Pratica informale: questa modalità non prevede un momento strutturato ma, al contrario, può essere messa in pratica in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi contesto.

Mindfulness: cosa non è

Non è una tecnica di rilassamento, per quanto si parli di meditazione, l’obiettivo della mindfulness non è il rilassamento.

Con la Mindfulness puoi accorgerti di poter restare presente anche nei momenti difficili così come poterti godere a fondo i momenti piacevoli.

Ricercare la sensazione di rilassamento, finisce col creare l’effetto contrario.

La Mindfulness non è assenza di pensieri, non una via di fuga, non è una forma di ipnosi leggera né vuole modificare con qualche trucco le tue percezioni.

Praticare mindfulness ti porta a poter osservare i pensieri, si forma una distanza tra te e il pensare, tu non sei i tuoi pensieri.

La Mindfulness non è terapia né psicologia ma una forma di training di consapevolezza. Quando vivi consapevolmente l’attimo presente non c’è alcun bisogno di analizzare il passato. Emozioni e sentimenti hanno sempre una storia, per questo necessitano di analisi psicologica, se rimani sulla sensazione, anche con l’aiuto del respiro, piacevole o spiacevole che essa possa essere, sei qui, adesso.

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Alessandro Nardomarino Operatore Professionale Shiatsu, Insegnante di Postural Pilates, Istruttore di Mindfulness, ha frequentato corsi di Craniosacrale, Meditazione e Zen. Sportivo ed amante del nuoto. Ha creato il Massaggio Muscolare Profondo, sintesi tra occidente ed oriente.

“Cercate di capire una cosa: la traiettoria della nostra vita spirituale, qualunque sia il nostro cammino, progressivo o diretto, devozionale o no, passa per la resa.
Infine questo è il nome di tutto il gioco spirituale: resa.
Qualsiasi cosa facciate spiritualmente ci conduce a uno spontaneo stato di resa, un lasciar andare.
È qui che tutte le strade convergono, non importa quali siano.
Una volta che sapete questo, siete informati che ogni passo lungo la strada è sempre la vostra prossima opportunità di resa.”

Adyashanti

Mindfulness e fibromialgia.

Il trattamento basato sulla mindfulness si rivela particolarmente utile in coloro che soffrono di fibromialgia, poiché consente di separare la risposta emotiva al dolore dal dolore fisico stesso.
Il trattamento della fibromialgia è realizzato prettamente con antidepressivi, farmaci per il sonno e/o anti-infiammatori e analgesici.
Dal momento che molti dei trattamenti medico-farmacologici risultano inefficaci, i pazienti affetti da fibromialgia sperimentano spesso sentimenti di disperazione ed impotenza, aggravando ulteriormente la sintomatologia depressiva (Bennett,1996).
Le persone con fibromialgia soffrono alti livelli di di stress.

La Mindfulness è stata sviluppata allo scopo di ridurre la sofferenza tra quei pazienti che soffrono di dolore cronico.
Il programma utilizza delle tecniche e delle abilità di riduzione dello stress, tra le quali varie pratiche di meditazione formali ed informali, che riportino l’attenzione al corpo e al respiro e poi sgancino il legame tra dolore fisico e pensieri depressivi.
I partecipanti sono invitati a dirigere e a mantenere l’attenzione all’esperienza immediata, nel presente, assumendo un’attitudine interiore di apertura, accettazione, curiosità e compassione. Basato sulla tradizione di pratica meditativa buddista vipassana, il training MBSR incoraggia l’assunzione di una consapevolezza non giudicante nei confronti delle proprie esperienze, siano esse cognitive, emotive e somatiche, momento per momento.
I partecipanti al corso di Mindfulness hanno riportato una riduzione significativa della sintomatologia depressiva rispetto al trattamento tradizionale farmacologico sia relativame  ai sintomi cognitivi sia per i sintomi somatici.
A differenza di altre tecniche che promuovono il rilassamento, la Mindfulness insegna l’auto-osservazione, l’accettazione, la compassione e la saggezza in risposta al dolore.

E’ stato osservato come l’accettazione è una variabile cognitiva che risulta particolarmente benefica in quei pazienti che soffrono di una malattia cronica e possiede una funzione adattativa a lungo termine per il benessere psicofisico. Una maggior accettazione del dolore è associata con una minor intensità percepita del dolore stesso, minori livelli di ansia e depressione, un’aumentata attività quotidiana e un ridotto utilizzo di medicinali.

Alessandro Nardomarino – Istruttore di Mindfulness 

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Alessandro Nardomarino Operatore Professionale Shiatsu, Insegnante di Postural Pilates, Istruttore di Mindfulness, ha frequentato corsi di Craniosacrale, Meditazione e Zen. Sportivo ed amante del nuoto. Ha creato il Massaggio Muscolare Profondo, sintesi tra occidente ed oriente.

Mindfulness per donne e uomini d’affari o molti indaffarati

Persone d’affari, manager, imprenditori, vivono grosse responsabilità e sono sottoposti a stress che spesso il mondo esterno non comprende.

Esiste uno stress che non è causato da problemi pratici o economici reali, ma da un allontanamento dal nostro mondo interiore.

Per questo non è necessario cambiare la tua vita esteriore a meno che tu non lo voglia, ma rivolgere l’attenzione all’interno e da lì muoversi.

Perché è comune per chi vive ed esplora il mondo esterno con coraggio, capacità ed intelligenza, anzi, forse proprio per questo, avvertire un grande senso di vuoto.

Una sensazione che può essere esplorata oppure evitata con distrazioni di ogni genere.

Ed è una condizione non banale perché il pensiero comune non la riconosce come condizione dolorosa.

Nel mondo esterno l’immagine proiettata è positiva, il mondo, gli amici, la famiglia ti vede realizzata/o, a posto, intelligente, eppure qualcosa non ti rende realmente appagato.

Non è quindi necessario un fallimento affinché lo Stress sia avvertito come insostenibile.

Non ci sono formule magiche, trucchi mentali, mantra o altro, ed io non sono uno psicoterapeuta.

La Mindfulness e il mio approccio ad essa, sono un modo per ritornare a se stessi, per riportare l’attenzione verso la realtà percepita.

In questa inversione di 180°, il respiro e le sensazioni del corpo sono i nostri più fedeli alleati.

Non ti verrà dato alcun credo, nessuna risposta preconcetta, ti invito soltanto a ricordare cosa sei oltre i tuoi ruoli, cosa sei al di là di quello che fai, di come gli altri ti vedono.

Lavoro online o nel mio studio di Viareggio solo con individuali, negli orari e nei giorni che preferisci.

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“Cercate di capire una cosa: la traiettoria della nostra vita spirituale, qualunque sia il nostro cammino, progressivo o diretto, devozionale o no, passa per la resa.
Infine questo è il nome di tutto il gioco spirituale: resa.
Qualsiasi cosa facciate spiritualmente ci conduce a uno spontaneo stato di resa, un lasciar andare.
È qui che tutte le strade convergono, non importa quali siano.
Una volta che sapete questo, siete informati che ogni passo lungo la strada è sempre la vostra prossima opportunità di resa.”
– Adyashanti, La vita dopo il risveglio

Origini della Mindfulness

Il termine mindfulness è la traduzione in inglese della parola sati dell’antica lingua Pali delle scritture
buddhiste che significa “meditazione di consapevolezza”, “attenzione consapevole” o semplicemente
“consapevolezza”.

La diffusione della mindfulness

A partire dalla fine degli anni ’60 le pratiche contemplative Orientali hanno avuto una grande
diffusione in Occidente. Questo tipo di meditazione si rifà infatti alla pratica meditativa vipassana, la più antica delle pratiche buddhiste e si colloca nella tradizione theravada, diffusa da più di 2500 anni in Thailandia, Birmania, Laos, Cambogia e Sri Lanka.

La parola vipassana, “chiara visione” o “visione profonda”, indica la nitida consapevolezza
di quello che sta accadendo nel momento in cui accade. La mindfulness consiste infatti nel prestare attenzione in maniera intenzionale (ndr. attenzione non è concentrazione) alla nostra esperienza così come è, in maniera quindi non giudicante, non come pensiamo debba o possa essere in ragione dei nostri condizionamenti mentali.

La mindfulness applicata alla riduzione dello stress

Il primo a sperimentare l’applicazione clinica della mindfulness è stato il professore Jon Kabat-Zinn,
biologo molecolare statunitense e ideatore del programma per la riduzione dello stress basato sulla
mindfulness (MBSR).

Kabat Zinn insegnava ai suoi pazienti affetti da patologie e dolori cronici e quindi particolarmente esposti per ovvie ragioni ad avere nel tempo dei cali di umore, questa pratica introducendo degli adattamenti e privandola di ogni aspetto mistico e religioso.

La Mindfulness ha così potuto raccogliere nei decenni una casistica scientificamente testata.

Non si tratta quindi di una forma di guarigione fisica e neanche di terapia psicologica (con buona pace della psicoterapia), ma di una forma di meditazione che porta a creare una distanza tra il dolore fisico o lo stress e l’umore.

Kabat Zinn definisce la mindfulness come la consapevolezza che emerge dal prestare attenzione di proposito, nel momento presente e in maniera non giudicante, allo scorrere dell’esperienza. Si tratta
quindi di dirigere volontariamente la propria attenzione a ciò che accade nel proprio corpo e intorno
a sé, ascoltando la propria esperienza e osservandola per quello che è, senza
valutarla o criticarla.

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“Cercate di capire una cosa: la traiettoria della nostra vita spirituale, qualunque sia il nostro cammino, progressivo o diretto, devozionale o no, passa per la resa.
Infine questo è il nome di tutto il gioco spirituale: resa.
Qualsiasi cosa facciate spiritualmente ci conduce a uno spontaneo stato di resa, un lasciar andare.
È qui che tutte le strade convergono, non importa quali siano.
Una volta che sapete questo, siete informati che ogni passo lungo la strada è sempre la vostra prossima opportunità di resa.”
– Adyashanti, La vita dopo il risveglio

In forma con la Mindfulness

C’è un modo per ritrovare la forma senza sforzo?

Nella mia esperienza sì.

Anzi, il solo modo per ritrovare la forma fisica e mantenerla deve essere senza sforzo.

Un corpo in tensione può perdere peso, può acquistare muscolatura, ma il prezzo da pagare sarà la continua tensione mentale e una sensazione spiacevole nel corpo, unito alla paura costante di perdere il controllo.

Io parto da una storia personale che mi ha portato nel tempo ad approfondire e poi a insegnare la Mindfulness per ritrovare la forma fisica e l’amore verso il proprio a qualsiasi età.

Quando si fa pace con se stessi, quando si ha il coraggio di sentire il proprio corpo, le sue sensazioni, piacevoli o spiacevoli che siano, quando si ha la fortuna di rivolgersi delle attenzioni lasciando per un pochino le richieste del mondo all’esterno, bene, allora anche il corpo risponde.

La Mindfulness nasce come percorso di consapevolezza che ognuno può praticare. Non ha riferimenti religiosi, è profonda, semplice e facilmente praticabile.

La Mindfulness ha lo scopo di ridurre lo Stress mentale, causa di molti disagi nel corpo. 

Lavoro con persone di ogni età e caratteristica: giovani e meno giovani, donne e uomini, sedentari o atleti… per ognuno c’è una chiave adatta.

“La mente è maledettamente complicata, noi abbiamo bisogno di togliere, di semplificare, di alleggerire.”

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“Cercate di capire una cosa: la traiettoria della nostra vita spirituale, qualunque sia il nostro cammino, progressivo o diretto, devozionale o no, passa per la resa.
Infine questo è il nome di tutto il gioco spirituale: resa.
Qualsiasi cosa facciate spiritualmente ci conduce a uno spontaneo stato di resa, un lasciar andare.
È qui che tutte le strade convergono, non importa quali siano.
Una volta che sapete questo, siete informati che ogni passo lungo la strada è sempre la vostra prossima opportunità di resa.”
– Adyashanti, La vita dopo il risveglio

 

Cos’è questa cavolo di Mindfulness?

Quando si pensa alla meditazione o alla Mindfulness immediatamente arrivano alla mente associazioni mentali legate alla spiritualità.

Persone capaci di rimanere immobili per ore, molto seri, molto spirituali, molto controllati, molto distaccati… cancella tutto!

Abbandona per un attimo queste visioni.

Lavorare sulla consapevolezza non significa diventare seri, anzi, significa allegerirsi di inutili fardelli e per questo, una volta più leggero, potrà scapparti anche qualche risata vera in più!

La Mindfulness non ha a che fare con la morale, con l’etica, non appartiene ad alcun credo religioso, ed è più vicina alla scienza di quanto si pensi.

Il concetto antico di meditazione, seppur molto affascinante è quello che andava bene per alcune persone che in epoche passate in determinati contesti potevano dedicare molto della loro giornata alle pratiche “spirituali”.

Ma oggigiorno abbiamo a che fare con forme di stress completamente inesistenti allora.

In Italia la maggior parte della gente può permettersi la sopravvivenza: acqua, cibo, cure mediche essenziali e un tetto sopra la testa eppure il livello di stress non è mai stato così alto nella storia.

Difficoltà del sonno, irritabilità, stanchezza, mancanza di lucidità, pessima qualità dell’umore, abbassamneto delle difese immunitarie, sono solo alcune delle conseguenze concrete dello Stress. Quindi, a meno che tu non decida di andare solitario sull’Himalaya, dovrai probabilmente cercare il modo di vivere al meglio la quotidianità dove sei adesso continuando a fare la tua vita.

La Mindfulness è un metodo occidentale ideato dal Prof. Jon Kabat Zinn negli anni ’70, che prende ispirazioni profonde dalla meditazione buddhista (Vipassana) e viene utilizzato per allenare l’attenzione consapevole del momento presente in maniera non giudicante; un modo per essere presente anche nei momenti turbolenti, difficili, stressanti sia dal punto di vista fisico che emotivo..

Non quindi delle pratiche esotiche belle forse solo da condividere su qualche social, ma esercizi di consapevolezza creati per la realtà dell’essere umano contemporaneo.

Corsi

Ogni pratica che sperimenti fa parte della mia pratica.

Alessandro Nardomarino – Istruttore di Mindfulness

Contattami anche direttamente al 3409693779 per ricevere ulteriori informazioni.

Se mandi un messaggio con scritto il tuo nome e la parola Mindfulness, sarai ricontattato.

Meditare durante l’attività sportiva

Per info: 3409693779

Quando si sta gareggiando è necessario essere:

  • Mentalmente lucidi
  • Avere il corpo reattivo, sciolto
  • Pronti a fronteggiare moltissime difficoltà di natura pratica e mentale

Per questo motivo dedico le mie competenze come istruttore di Mindfulness e agonista, nell’insegnare ad atleti di ogni età e livello come imparare a rimanere in ascolto del corpo e in contatto con il respiro durante i momenti di stress, fatica, dolore e difficoltà, prima di una gara, in gara e in allenamento.

E’ necessario per questo allenare quella che viene chiamata attenzione sostenuta, ovvero la presenza senza sforzo.

L’allenamento prevede la pratica di meditazioni Mindfulness, che sono esercizi di attenzione alle sensazioni, al respiro e ai pensieri, esercizi da praticare anche durante la quotidianità della tua vita: mentre riposi, lavori…

La Meditazione Mindfulness non è utile solo durante una gara o un allenamento, è un diverso atteggiamento di presenza che ti aiuta a rimanere presente al momento presente, piacevole o spiacevole che sia e che approfondisco con il percorso.

Dove:

  • In diretta Online, via Skype, Zoom o in semplice video chiamata
  • In Studio a Viareggio

Per info contattatemi al: 3409693779 – Colloquio approfondito gratuito

Alessandro Nardomarino: Istruttore di Mindfulness – Operatore Shiatsu ha frequentato corsi di Craniosacrale e partecipato a ritiri di Tantra, Zen e Meditazione. E’ un nuotatore ed uno sportivo da sempre.

Buona vita.