Mi sono svegliato presto questa mattina. La gatta in realtà grattava alla porta della camera da letto già da un po’ mentre il “mio” cane mi guarda come per dire: “che si fa? Usciamo?”. Scorgo il cielo dalle tapparelle ancora abbassate ma che lasciano intravede il mondo esterno. E’ giugno inoltrato, non sono ancora le 7.00 ma la luce è già quasi troppo forte per come la desidererei io adesso. Mi infilo una t-shirt, dei bermuda, breve sosta tecnica in bagno e poi, messo il guinzaglio al cane, triste pratica necessaria e calzate le mie nuove scarpe minimal, quelle con la suola fine che ti fanno sentire bene il terreno, scendo le scale di casa. Per fortuna c’è un po’ di venticello fresco ancora, qualche nuvola dal mare e l’ombra lunga da una parte della strada. Non amo il caldo la mattina. Molte villette sfoggiamo piante in fiore particolarmente colorate e curate, il cane mi tira per fare il giro abitudinario e io lo lascio fare. Imboccata via Pistoia oramai conosco tutti gli abitanti non umani delle case, il vecchissimo cane che vive quasi libero e fa compagnia ad un anziano signore disabile, tutti i gatti e la truppa di husky alla fine della via. Non accade quasi nulla durante queste uscite, non conosco praticamente nessuno nel quartiere dove vivo da meno di 3 anni. Sogno a volte possa succedere qualcosa di interessante ma forse in fondo in fondo ciò che desidero è tranquillità.