Osho – Solitudine e isolamento

La solitudine è lo stato supremo. Non c’è altro modo di essere, se non essere soli. Puoi dimenticarlo, puoi immergerti in un’infinità di cose, ma la verità si impone continuamente. Di conseguenza, dopo ogni esperienza profonda ti sentirai solo, dopo ogni grande esperienza d’amore ti sentirai solo, dopo ogni meditazione profonda ti sentirai solo.

Ecco perché tutte le grandi esperienze rendono tristi: al risveglio da una grande esperienza, la tristezza si impone…

A causa di questo fenomeno, milioni di persone non anelano a fare esperienze profonde, anzi, le evitano. Non vogliono andare in profondità nell’amore, a loro basta soddisfare la sessualità, perché la sessualità è superficiale e non le farà sentire sole. Sarà un divertimento, godranno per qualche istante e poi dimenticheranno tutto. Non le porterà nel centro dell’essere. L’amore invece ti conduce nel centro del tuo essere: va così in profondità che ti lascia solo.

Questa realtà ti sembrerà un paradosso, perché la gente comune pensa che l’amore ti renda consapevole dello stare insieme. E’ un’assurdità bella e buona. Se il tuo amore è profondo, ti renderà consapevole della tua solitudine e non dello stare insieme, poiché, ogni volta che qualcosa va in profondità, cosa ti accade?

Abbandoni la periferia del tuo essere e cadi nel tuo centro: il centro è totale solitudine. Nel tuo centro ci sei solo tu; oppure non ci sei neppure tu, c’è solo la consapevolezza, senza ego, senza identità, senza definizioni: un abisso di consapevolezza.

Dopo aver ascoltato una musica sublime, o dopo essere penetrato nel significato di una poesia elevata, o dopo avere assistito a uno splendido tramonto, tornerai in superficie e ti sentirai triste, accade sempre così. Dopo aver constatato questa realtà, milioni di persone hanno deciso di non vedere la bellezza, di non amare, di non meditare, di non pregare; di evitare cioè tutto ciò che è profondo.

Ma anche se eviti la verità, a volte piomba su di te, prende possesso di te quando meno te lo aspetti.

Puoi distrarti per qualche istante, ma non troverai giovamento in nessuna distrazione. Devi accettare la solitudine perché è lo stato definitivo. Non è dovuto al caso: è il modo di essere delle cose. E’ il Tao. Quando l’avrai accettata, la qualità della tua solitudine cambierà.

Non è la solitudine che crea in te la tristezza; è la tua idea: “Io non dovrei essere solo” che la crea; è la tua idea: “Essere solo significa essere triste” che crea in te il problema.

La solitudine è uno stato assolutamente bello, perché è uno stato di libertà profonda. E’ la libertà assoluta: come potrebbe creare tristezza dentro di te?

La tua interpretazione è sbagliata: dovrai lasciarla perdere. Di fatto, quando dici che stai affrontando una nuova solitudine, in realtà, intendi dire che affronti un nuovo isolamento. Non hai compreso la distinzione tra solitudine e isolamento.

La solitudine, se viene fraintesa, è simile all’isolamento. “Isolamento” implica la mancanza dell’altro. E chi è l’altro? E’ qualsiasi pretesto ti aiuti ad affogare la tua consapevolezza, è qualsiasi sostanza inebriante. Può essere una donna, un uomo, un libro, qualsiasi cosa ti aiuti a dimenticare te stesso, qualsiasi cosa ti allontani dalla rimembranza di te stesso, qualsiasi cosa ti alleggerisca dalla tua consapevolezza.

In realtà, tu volevi dire isolamento. L’isolamento è uno stato negativo: ti manca l’altro, per cui cominci a muoverti, a cercarlo. La solitudine è immensamente bella. La solitudine è il momento in cui non hai più bisogno dell’altro: basti a te stesso, al punto da poter condividere con l’esistenza la tua solitudine; la tua solitudine è così inesauribile che puoi riversarla nell’intera esistenza, tenendola, tuttavia, in te. Quando sei solo, sei ricco, quanto ti senti isolato, sei povero. (…)

Quando avrai guardato nella tua solitudine, senza l’interferenza della mente, non vorrai affatto esserne distratto. A quel punto niente ti distrarrà e non sentirai il bisogno di distrarti. Non vorrai più fuggire la tua solitudine, perché è la vita, è la vita eterna. Perchè mai dovresti farlo? Non sto affatto dicendo che, in questa solitudine, sarai incapace di avere delle relazioni; anzi, per la prima volta sarai in grado di avere delle relazioni con gli altri.

Una persona isolata non riesce a stabilire una relazione poiché il suo bisogno è tale che si aggrappa e appoggia all’altro. (…) Un motivo c’è, ed è semplice: la paura. Se l’altro ti abbandonasse, rimarresti di nuovo solo, completamente isolato. E questo non ti piace, ti senti infelice anche solo al pensiero di rimanere solo. Allora possiedi l’altro in modo totale, cosicché non possa fuggire da te, e anche l’altro fa la stessa cosa con te: tenta di possederti. La conseguenza è che l’amore diventa miserevole, diventa politica, dominio e sfruttamento. Tutto ciò accade perché le persone isolate non riescono ad amare. (…)

Quando fuggi dalla solitudine stai fuggendo dal tuo tesoro più profondo, dalla tua ricchezza, dal tuo regno. Non fuggire, scava in profondità nella tua solitudine, immergiti in essa, dimentica ogni fuga; devi assaporarla in tutta la sua totalità. Devi diventare la solitudine, devi vedere cos’è: devi vederne le radici e tutte le sue ramificazioni. Quando l’avrai vista, quando l’avrai vissuta, ne uscirai come una persona del tutto nuova, sarai rinato.
Da: I misteri della vita.