Mindfulness e stato di Flow

Lo stato di flow, fluire, è quella condizione che ogni atleta si è trovato a sperimentare durante una gara o un allenamento.

Si tratta di una esperienza quasi mistica per un atleta!

Ma cos’é?

E’ quando il corpo, impegnato in una attività intensa, ad un certo punto incomincia a funzionare perfettamente, da solo, al meglio delle sue possibilità, senza interferenza o disturbo di una mente che controlli, che debba scegliere cosa è meglio fare, il corpo sta già facendo del suo meglio.

Giusta intensità, giusta coordinazione e sensazione di intensità senza inutili tensioni e soprattutto senza deleterei pensieri.

Cade l’idea dello sforzo, il corpo messo comunque alla prova reagisce, anzi, agisce al meglio delle sue possibilità del momento.

Non è una possessione tanto meno una magia.

Le neuroscienze in questo senso ci vengono incontro.

Studiando le reazioni celebrali di persone durante il loro stato di flow, si è notato che l’attività cerebrale lavora al minimo.

La mente è sgombra e permette la migliore azione, dà spazio all’istinto e all’intuito.

Nello stato di flow, un artista crea, uno scienziato può avere la giusta intuizione e un atleta agisce.

Le antiche culture orientali hanno descritto lungamente la differenza tra consapevolezza e mente, tra presenza e pensieri, tra intelligenza e cultura, tra condizionamento e spontaneità, tra impulso e istinto.

Il corpo va, “tu”, in presenza, lo segui.

Più o meno coscientemente ogni atleta, soprattutto in gara spera di riprovare questo stato.

Il nome orientale di questa esperienza è turiya ovvero quando corpo, mente e spirito incominciano a funzionare in maniera armonica, coerente, spontanea.

Affinché possa accadere è necessaria una fondamentale condizione dove la continua attività mentale che elabora fatti passati, giudica e fantastica sul futuro, passi in secondo piano.

Può accadere a volte in maniera accidentale, mentre ti alleni o in gara, ad un certo punto qualcosa si accende, nessun pensiero interferisce sulle azioni del corpo.

Il più grande ostacolo al flow è la nostra abitudine a seguire i pensieri o nel migliore dei casi, a provare a cambiare i pensieri per sfuggire o sconnettersi dalle sensazioni di dolore, fatica e stress.

Allenati a stare con le sensazioni, anche se non sono piacevoli, arrenditi al corpo e non aggrapparti alla mente, stai così aprendo le porte allo stato di flow.

Sia chiaro quindi, non esiste una tecnica che ti conduca allo stato di Flow, esiste un modo per rimuovere gli ostacoli che impediscono al flow di esprimersi.

Non esiste pensiero positivo, esiste la presenza.

Corso di Mindfulness per il Flow

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Alessandro Nardomarino Istruttore di Mindfulness

Alessandro Nardomarino è Istruttore di Mindfulness, Operatore Professionale Shiatsu, Insegnante di Postural Pilates, Personal Trainer, ha frequentato corsi di Craniosacrale e partecipato a ritiri e gruppi di Tantra, Meditazione attive di Osho e Zen. Sportivo da sempre: judoka, maratoneta, nuotatore in acque libere e corridore in montagna. Ha creato il Massaggio Muscolare Profondo, sintesi tra occidente ed oriente.

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