Meditazione della amorevole gentilezza (Metta)

LA TECNICA E I BENEFICI

Metta bhavana, conosciuta in Occidente come meditazione della amorevole gentilezza, è una tecnica meditativa il cui scopo è sviluppare la compassione.
Le sue radici affondano nella tradizione buddista, ma può essere adottata e praticata da chiunque indipendentemente dal credo religioso. La meditazione della gentilezza amorevole è essenzialmente un mezzo per riuscire a coltivare l’amore e la gentilezza nella maniera più pura e disinteressata possibile.

Lo scopo della meditazione Metta

Alcune pratiche contemplative sono state concepite per enfatizzare i punti di forza e le qualità specifiche di un praticante: ad esempio, in alcune tradizioni tibetane la shinay, o meditazione di tranquillità, è utilizzata per allenare la mente ad essere calma e focalizzata, e viene seguita da lhatong, o meditazione analitica, che consiste in un’investigata ricerca sulla natura del sé e della mente. Allo stesso modo metta bhavana è nata come tecnica per sviluppare l’amore incondizionato e la benevolenza, partendo da noi stessi per poi espandere il concetto al mondo intero.

Le origini

Il termine mettā (maitrī in sanscrito) significa “benevolenza” o “gentilezza” nella lingua Pali. Il vocabolo si trova con questa accezione nella letteratura vedica e viene citato nei testi buddisti come concetto e pratica di primaria importanza. Nel credo buddista si tratta di un Brahma-vihara (dimora divina) ed è uno dei Quattro Immisurabili, ovvero una virtù che porta ad uno stato meditativo in grado di contrastare la negatività generata dai nostri stessi pensieri. Rimuove la nostra aderenza ad uno stato d’animo controproducente, coltivando la gentilezza verso tutti gli esseri del creato.

Il “lontano nemico” di metta, ovvero lo stato mentale in completa opposizione, è l’odio o malevolenza. Il “nemico vicino” (qualità che assomiglia superficialmente a metta, ma è in realtà più sottilmente in opposizione ad essa) è l’avidità.

I benefici della Gentilezza Amorevole

La Gentilezza Amorevole o metta è amore incondizionato, puro, inclusivo e praticato con saggezza. Le caratteristiche principali di questo sentimento sono due:

  • L’assenza di condizioni: l’amore non dipende dal merito, non è limitato ai famigliari e agli amici e non è dedicato solo a chi soddisfa determinati requisiti.
  • L’assenza di aspettative: dall’amore incondizionato non ci si deve aspettare nulla, e non si ama mai allo scopo di essere ricambiati nel sentimento.

Come praticare la meditazione della Gentilezza Amorevole

Abbiamo visto come metta sia una meditazione del centro del cuore, vediamo ora come eseguirla passo passo.

Il processo meditativo della gentilezza amorevole inizia rompendo le barriere interne che ci separano da noi stessi, per poi proseguire espandendo l’attenzione.
Ecco di seguito i passi per praticarla:

  1. Assumi una postura seduta molto confortevole.
  2. Comincia a portare attenzione nella zona del petto. Inspira ed espira profondamente, come se stessi incanalando l’aria al centro del cuore e come se tutto il tuo processo di respirazione avvenisse in quella zona, purificando l’aria. Tutta la tua consapevolezza deve essere concentrata attorno al cuore.
  3. Continuando ad inspirare ed espirare, scegli una tra queste frasi da ripetere a bassa voce oppure nella tua testa:

Possa io essere libero da tutti i pericoli interni ed esterni. Possa essere al sicuro e protetto.
Possa io essere libero dalle catene mentali.
Possa io essere felice.
Possa io essere libero da dolore fisico e sofferenza.
Possa io essere sano e forte.
Possa io vivere in questo mondo felicemente, in pace, con gioia, con facilità.

Dopo aver ripetuto la frase per un numero sufficiente di volte da sentire te stesso, lascia che affiori  l’immagine di una persona che ti ispira una sensazione di amore incondizionato. La prima persona che viene in mente in questo frangente è solitamente qualcuno che consideriamo un mentore, un Maestro, una saggia persona anziana. Ripeti la frase che hai scelto per questa persona: “Possa lui/lei essere libero/a…”.

Lascia ora che affiori una persona che consideri un caro amico e ripeti la frase di nuovo.

Lascia che affiori una persona che ti è neutrale, verso la quale non provi sentimenti positivi né negativi.

L’ultima fase, forse la più complicata, consiste nel pensare a qualcuno per cui provi sentimenti di ostilità o risentimenti dal passato. Se incontri difficoltà nel farlo, puoi anteporre la frase: “Al meglio delle mie possibilità, desidero che lui/lei possa…”.
Se inizi a sentirti male e non riesci a proseguire, torna a focalizzare la tua attenzione sul mentore e riparti da lì. Riprova tutte le volte che ti è necessario fino ad arrivare a provare benevolenza anche verso l’ultima persona.

Lascia che le frasi si diffondano e risuonino attraverso tutto il corpo, la mente e il cuore.
Dopo l’ultima, difficile persona, irradia la gentilezza amorevole a tutti gli esseri viventi. Le frasi tradizionali per chiudere la meditazione sono queste:
Che tutti gli esseri siano sicuri, felici, sani, vivano gioiosamente.
Possano tutti gli individui essere felici e liberi.

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Questa meditazione viene spesso praticata nel corso di Mindfulness corporea in diretta online.

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Rendi i tuoi sensi più vivi”

Osho

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Alessandro Nardomarino è Istruttore di Mindfulness, Operatore Professionale Shiatsu, Insegnante di Postural Pilates, Personal Trainer, ha frequentato corsi di Craniosacrale e partecipato a ritiri e gruppi di Tantra, Meditazione (del mondo di Osho soprattutto) e Zen. Sportivo. Ha creato il Massaggio Muscolare Profondo, sintesi tra occidente ed oriente.