L’abbraccio, fonte di guarigione

L’uomo ha bisogno di sentire che si ha bisogno di lui.

E’ uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano. A meno che non ci sia qualcuno che si prende cura di noi, incominciamo a morire.

A meno che una persona non sente di avere significato per qualcuno, almeno per qualcuno, la sua vita intera diventa insignificante.

Il mondo ha bisogno di terapia perché nel mondo manca l’amore. In un mondo d’amore non ci sarebbe assolutamente bisogno di terapia. L’amore sarebbe sufficiente, più che sufficiente.

L’abbraccio è solamente un gesto di amore, di calore, di cura. La sensazione di calore che fluisce dall’altra persona, scioglie il tuo ego freddo come il ghiaccio. Ti fa sentire di nuovo un bambino.

Gli psicologi sono ora ben consapevoli del fatto che a meno che un bambino venga abbracciato, gli mancherà del nutrimento. Come il corpo ha bisogno di cibo, così l’anima ha bisogno d’amore. Puoi soddisfare tutti i bisogni fisici del bambino, puoi dargli tutti i comfort fisici, ma se manca l’abbraccio il bambino non crescerà un essere integro. Da qualche parte rimarrà profondamente triste, senza cura, rifiutato, ignorato. E’ stato accudito, ma non nutrito.

E’ stato osservato che un bambino che non è abbracciato comincia a dimagrire, può perfino morire, sebbene tutto il resto gli venga dato. Se per quello che riguarda il corpo, gli viene data ogni cura, ma non c’è amore intorno al bambino, lui diventerà isolato; diventerà disconnesso dall’esistenza.

Sigmund Freud aveva molta paura dell’amore; aveva paura del suo amore represso. Aveva paura che potesse rimanere coinvolto. Voleva rimanerne fuori, non essere coinvolto con l’altra persona, non diventare parte della sua interiorità, non entrare in acque profonde, ma rimanere un osservatore scientifico, distaccato, freddo, lontano. Voleva creare la psicoanalisi come se fosse una scienza. Non è una scienza, e non sarà mai una scienza! E’ un’arte, ed è molto più vicino all’amore che alla logica.

Solamente un Buddha può essere un vero terapista perché non ha problemi irrisolti. Può unirsi e sciogliersi nel paziente; infatti, per lui il paziente non è assolutamente un paziente.

Perché l’abbraccio è uno strumento così incredibilmente terapeutico?

Quando ami una persona, le espressioni verbali non sono abbastanza; le parole non sono abbastanza; occorre qualcosa di più sostanziale; le parole sono solo astratte. Devi fare qualcosa! Prendile la mano, abbracciala, baciala e avvolgila: ciò aiuterà entrambe: se riesci a scioglierti in un abbraccio, vi sentirete tutti e due diventare più giovani, più freschi, più vitali. Questo è l’intero processo di guarigione.

Osho “The Wild Geese and the Water”, #4, 1981

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Alessandro Nardomarino: Istruttore di Mindfulness – Operatore Shiatsu ha frequentato corsi di Craniosacrale e partecipato a ritiri di Tantra, Zen e Meditazione. E’ un nuotatore ed uno sportivo da sempre.